Islanda: dove la natura ti guarda negli occhi

L’Islanda non si visita. L’Islanda si attraversa. Ti scava, ti interroga, ti lascia nudo davanti a quello che sei davvero. In un mondo sempre più veloce, quest’isola ti obbliga a rallentare, a sentire ogni suono, ogni vento, ogni respiro della terra.

Qui la natura non è sfondo: è protagonista. Non c’è nulla che tu possa controllare, e in questo c’è tutta la bellezza. I geyser che esplodono tra la neve, le distese di lava nera che si perdono all’orizzonte, l’oceano che si infrange contro scogliere millenarie. Tutto in Islanda è movimento primordiale, maestoso e silenzioso insieme.

Scegliere di viaggiare in Islanda significa entrare in dialogo con un territorio che chiede rispetto. Significa lasciarsi guidare da un ritmo più lento, che permette di vedere davvero, senza consumare. Non si viene qui per “spuntare” mete, ma per imparare a sentire.

Che tu abbia una settimana o dieci giorni, l’Islanda offre un’esperienza profonda, diversa da qualsiasi altra.

Sette giorni in Islanda d’inverno

Da fine novembre a marzo, l’isola si trasforma in un paesaggio quasi irreale. Le giornate sono brevi, ma ogni ora di luce ha una qualità magica. Il viaggio inizia a Reykjavík, città raccolta e vibrante, dove si respira un’atmosfera nordica autentica. Il secondo giorno ci si addentra nel celebre Circolo d’Oro: Thingvellir, dove le placche tettoniche si incontrano, i geyser di Strokkur e le cascate di Gullfoss offrono uno spettacolo ipnotico.

Si prosegue verso sud, attraversando paesaggi punteggiati di ghiaccio e cascate, fino a Vik, con la sua sabbia nera e le scogliere che sembrano scolpite dal tempo. Il cuore glaciale del viaggio è nella zona del Vatnajökull, dove la laguna di Jökulsárlón si popola di iceberg galleggianti e le grotte di ghiaccio offrono un’esperienza unica e sospesa nel tempo.

Il ritorno verso la capitale permette di vivere con lentezza paesaggi lunari e deserti artici. Prima della partenza, il relax in una delle lagune geotermiche come la Blue Lagoon o la più intima Sky Lagoon, chiude il cerchio con un momento di immersione totale.

In inverno, il viaggio è più raccolto, più introspettivo. Le aurore boreali illuminano notti limpide e silenziose, mentre i turisti sono pochi e l’atmosfera rarefatta rende tutto più intenso.

Dieci giorni in Islanda d’estate

Da giugno ad agosto, l’Islanda cambia volto. Le giornate si allungano fino a non finire mai, e una luce magica accompagna i viaggiatori lungo itinerari che sembrano infiniti. Reykjavík accoglie come base di partenza, ma il vero viaggio comincia nella penisola di Snaefellsnes, spesso definita una “mini Islanda” per la varietà dei suoi paesaggi: vulcani, scogliere, chiese solitarie sul mare.

Verso nord, la cittadina di Akureyri, la cascata di Godafoss e l’area vulcanica del lago Mývatn offrono panorami alieni e profondamente suggestivi. I fiordi dell’est, meno battuti, regalano silenzi profondi, villaggi di pescatori e strade che si snodano tra montagne e oceano.

La costa sud, con la laguna glaciale, le spiagge nere e le grandi cascate, riempie gli occhi di bellezza e movimento. Infine, il Circolo d’Oro completa l’esperienza prima di ritornare a Reykjavík per un ultimo sguardo sull’isola.

In estate, l’Islanda è più accessibile: tutte le strade sono percorribili, è possibile dormire in tenda o camper e vivere a stretto contatto con la natura. L’esperienza è dinamica, libera, piena.

Viaggiare in Islanda in modo etico e sostenibile

L’Islanda ha un ecosistema fragile e potente al tempo stesso. Viaggiare in modo etico qui non è una scelta, è una necessità. Significa privilegiare strutture attente alla sostenibilità ambientale, con un basso impatto sul territorio, spesso costruite secondo principi di efficienza energetica e gestione consapevole delle risorse. Significa scegliere tour organizzati da guide locali, che conoscono davvero il territorio e lo rispettano.

Un viaggio sostenibile è anche un viaggio consapevole: usare meno plastica, portare con sé borracce riutilizzabili, preferire il trasporto collettivo o elettrico dove possibile. Significa evitare tutte quelle attività che sfruttano gli animali, come i parchi acquatici o le escursioni invasive, e invece prediligere l’osservazione libera e silenziosa della fauna selvatica, nel suo ambiente.

L’etica del viaggio in Islanda passa anche dalla lentezza. Fermarsi più giorni nello stesso luogo, entrare in contatto con le comunità locali, acquistare cibo prodotto in loco, ascoltare le storie di chi là vive. L’isola premia chi sa guardare, non chi corre.

L’Islanda non è solo una meta. È un viaggio dentro e fuori di te. Porta con te rispetto, curiosità e tempo. Sarà lei a fare il resto.

Roberto Scarapazzi

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